Perché Gesù ha permesso che lo uccidessero?


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Sono pienamente convinto, e con questi scritti cerco di mostrarlo, che il cristianesimo non sia una religione lontana dalla realtà, ma che sia anzi estremamente concreta e legata a filo doppio con la quotidianità della nostra vita. Proprio per questo, nel cercare di rispondere a questo quesito, desidero prima di tutto richiamarmi all’esperienza di ognuno di noi. Nella vita tutto ciò che conta, tutto ciò che è importante, costa fatica. Pensiamo ad esempio al raggiungimento degli obiettivi scolastici, alla ricerca di un lavoro, alla ricerca di una compagna o compagno per la vita, all’attesa, alla nascita e alla crescita di un figlio e così via. Non c’è nulla nella nostra vita che sia importante e che non costi fatica.

Ora, sappiamo che Cristo si è incarnato per vivere in tutto e per tutto la stessa vita degli uomini, ma in più egli è nato per riscattarci tutti col suo sangue. L’uomo poteva fare due cose: accettare Cristo e seguirlo in pieno o rifiutarlo. Purtroppo lo ha rifiutato e così il cammino di Cristo è diventato quello del sacrificio. Per ottenere la sua più grande vittoria, per riscattarci tutti, per sconfiggere la morte Egli doveva morire, ucciso da coloro che avevano rifiutato il suo messaggio di amore e di salvezza personale. Doveva morire per salvare tutti, sia coloro che lo avevano accettato sia coloro, la maggior parte, che non lo avevano fatto. Esattamente come il chicco di grano che deve morire per portare frutto.

Quindi Cristo si è lasciato uccidere per ottenere qualcosa che, secondo Lui, ovvero secondo Dio, valeva tantissimo: la nostra salvezza. La nostra salvezza valeva e vale, per Dio, la sua morte in croce, questo vuol dire che ognuno di noi vale il Suo sangue… il sangue di Cristo, il sangue di Dio. Cosa vale di più? Questo ci dice Cristo: Io mi sono fatto uccidere per amore tuo, quindi tu vali il sangue mio. Tu vali il sangue di Dio.

1Giovanni 4:10 In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

La donna arrivò di sera, con la testa quasi sempre rivolta verso l’alto a guardar le stelle. Era già un po’ avanti con l’età, ma si vedeva che aveva ancora parecchia energia nel corpo robusto. Quando fu vicina al vecchio questi le fece segno di avvicinarsi ancora di più e le chiese: – Per caso, è suo questo?

La donna osservò con attenzione il piccolo ciondolo che l’uomo le mostrava. Dapprima non capì bene di che si trattava, ma poi lo riconobbe ed esclamò quasi ridendo: – Ah non credo proprio! Un crocifisso? No mio di sicuro non è

– Mi scusi allora, ma ne sembra quasi contenta, come mai?

– Può dirlo forte, io con quello preferisco non avere nulla a che fare. E’ un simbolo di morte, un cadavere appeso a una croce

– Per qualcuno invece è un simbolo di vita

– Lo so, ma il mondo è pieno di folli. Quello è un morto, punto e basta, questi sono i fatti

– Capisco… i fatti… se non sbaglio prima stava ammirando le stelle…

– Sì, stasera si vedono molto bene, poi è un po’ una deformazione professionale per me, vede sono un’astrofisica

– Sembra interessante, quindi le stelle le conosce bene

– Abbastanza, anche se non bene come vorrei – sorrise la donna.

– Io ho pochi ricordi di scuola, ma se non sbaglio anche il nostro sole è una stella, vero?

– Sì esatto, è la stella a noi più vicina

– Ed è grazie alla sua energia che dobbiamo la vita sulla terra…

– Esatto! Spiegarle adesso tutto il ciclo sarebbe lungo, ma è sicuramente così

– Il sole allora sì che lo accetterebbe come simbolo di vita?

La donna ci pensò un attimo poi concluse decisa: – Sicuramente! Il sole è vita

– Ma, mi scusi se mi approfitto delle sue conoscenze, sono curioso, come si produce l’energia nel sole?

– Oh non si preoccupi è una domanda molto semplice, si produce grazie ai processi di fusione nucleare che avvengono al suo interno

– Capisco, ma cos’è un processo di fusione nucleare? Mi perdoni, ma i miei ricordi di fisica non vanno così in là e la prego, nello spiegarmelo tenga conto che sono davvero ignorante

– Cercherò di essere il più semplice possibile- sorrise l’astrofisica contenta di poter parlare di ciò che conosceva – In pratica succede che, all’interno del sole, atomi diversi si scontrino e si fondano insieme generando energia

– Interessante… allora vediamo se ho capito bene – il vecchio indugiò un po’ – All’interno del sole gli atomi si scontrano e nel fare questo liberano energia e questa energia poi il sole la manda verso la terra ed è questa energia che permette la vita sul nostro pianeta?

– Sì esatto, è una spiegazione un po’ semplificata, ma sostanzialmente corretta

– Ma quando gli atomi si scontrano e liberano energia, poi ci sono ancora?

– No, gli atomi che si sono fusi non esistono più – rispose la donna.

– Quindi potremmo dire che è come se gli atomi morissero?

– Se vuole sì – era un po’ titubante – non è che fossero vivi prima, però in effetti cessano di essere quello che erano prima…

-… e si trasformano in energia, cioè in vita – concluse il vecchio sorridendo.

– Sì, ma non capisco perché sorride, c’è qualcosa che vuole sottintendere?

– No, nulla, stavo solo riflettendo sul fatto che, allora, un uomo crocifisso come simbolo di vita non è poi così assurdo…

La donna bisbigliò qualcosa a denti stretti, poi voltò le spalle al vecchio e si allontanò per la via da cui era venuta senza più badare alle stelle.

Il vecchio tornò a guardare il crocevia.

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