Cos’è l’Amore?


In apparenza esistono diverse forme di amore:  l’amore tra un uomo e una donna, che spesso nasce nella passione e poi diventa un legame duraturo; l’amore di un genitore per il figlio e di un figlio per il genitore; l’amore tra fratelli; l’amore tra amici; l’amore per gli animali, per la natura e così via. Quindi l’amore sembra un concetto così vasto da contenere in sé tutto e niente, in realtà ogni tipo di amore ha delle caratteristiche simili, che sono quelle che lo caratterizzano, queste sostanzialmente riguardano il benessere dell’oggetto d’amore.

Chi ama vuole che colui che egli ama stia bene, sia difeso, protetto e sia contento, ma è qui che iniziano le vere difficoltà. Infatti crediamo comunemente che ciò che è buono per noi sia buono anche per gli altri, e magari è anche vero, ma il problema sorge quando lo vogliamo imporre, spesso con buone intenzioni, ma con conseguenze disastrose. Altre volte sono le nostre paure a riversarsi sull’oggetto del nostro amore e finiamo così col proiettare su di lui cose che non esistono fino a far nascere in lui le nostre stesse paure . Così con l’intenzione di mettere in guardia, di prevenire, di educare, in realtà creiamo complessi, false sicurezze, incapacità di affrontare la vita in tutta la sua complessità.

L’amore però è quello che dicevamo sopra: volere il benessere dell’amato, ma come ottenere questo benessere senza incappare in tutti questi errori così comuni e umani?

Gesù ci offre una risposta chiarissima: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Che volendo potremmo tradurre come: “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, se usiamo questo criterio evangelico in ogni rapporto con l’altro diventa chiaro come esso debba essere. Se per ogni nostra azione ci chiediamo non se è essa è buona o cattiva in astratto, ma se vorremmo che fosse compiuta a noi, ci accorgeremo ben presto che ogni cosa che non vogliamo sia fatta a noi può essere sempre ricondotta a una limitazione della nostra libertà. La gelosia, l’eccessiva protezione, il rivangare errori passati, il soffermarsi sempre sulle cose negative e così via, gli esempi sono davvero moltissimi, ma sempre legati alla negazione della libertà.

Allora se tutto ciò che nega l’amore è ciò che nega la libertà, risulta evidente come vi sia una stretta corrispondenza tra Amore e Libertà. L’amore sano è un amore libero, e il contrario dell’amore non è l’odio bensì il possesso, cioè la negazione totale della libertà.

Il Vangelo è ricco di esempi di Amore sano, il più famoso è sicuramente quello che troviamo nella parabola del Figliol Prodigo (Luca 15, 11-32). Il Padre ama ambedue i figli, ma quando uno chiede metà della sua eredità per andarsene, il padre non dice nulla. Non lo trattiene, non cerca di farlo sentire in colpa, non piange per la propria salute, ma semplicemente lo lascia andare, in libertà. E quando il figlio torna, dopo aver sperimentato sulla sua pelle i suoi errori, non lo rimprovera, non gli rinfaccia nulla, ma prima ancora che lui possa parlare gli si getta al collo e lo bacia. Certo, poi il figlio si pente e chiede perdono al padre, ma l’amore arriva ancora prima del perdono. Il padre non ha detto nulla per trattenerlo quando se ne è andato e ora gli corre incontro e lo bacia prima che il figlio mostri il suo pentimento e poi ordina una gran festa. Nessuna punizione, nessun “te l’avevo detto”, solo una grande festa.

Questo è l’amore. Non è una cosa facile. E’ umano, molto umano, far entrare in gioco tutti quei meccanismi che uccidono l’amore, ma che sembrano irrinunciabili: minacce, sensi di colpa, finti malori, argomentazioni logiche, qualunque cosa possiamo utilizzare per evitare che chi amiamo faccia qualcosa che riteniamo non vada bene per lui.

Allora il cristianesimo è così lontano dall’uomo da essere impossibile da mettere in pratica?

Sì, in parte sì, l’ideale cristiano è davvero così lontano dall’uomo che da solo egli non può farcela, ma no, non è impossibile per noi seguirlo se ci ricordiamo che non siamo soli, che i nostri rapporti in questo mondo non sono solo orizzontali, cioè verso gli altri esseri umani, ma che prima di tutto sono verticali, verso quel Dio, uno e trino, che per primo ci ha amati al massimo grado e che di questo suo amore abbiamo le prove, prove concrete. Dio ci ha amati così tanto da lasciarci completamente liberi, liberi non solo di rifiutare il suo messaggio, come fecero alcuni angeli, ma con noi ha fatto anche di più, ci ha lasciati liberi di rifiutare anche la sua esistenza.

Il suo amore è così grande che si è incarnato, è diventato uomo, per mostrarci con la sua vita come noi dobbiamo amare. Infatti quando Gesù dice che “non c’è amore più grande di chi dona la propria vita per gli altri” non intende solo morire per gli altri. Alla fine si potrebbe anche pensare che la morte, per quanto terribile sia, è comunque un momento, un istante, al confronto dell’intera vita. Donare la propria vita agli altri significa anche e soprattutto amare gli altri con tutto noi stessi, sempre, come lui ha sempre amato noi, lasciando la libertà, perdonando, sorridendo, accogliendo e ricordandoci che da soli non ce la facciamo. Per questo, prima di dire “Ama il prossimo tuo come te stesso” Gesù in realtà dice: “Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore: Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua” perché solo amando Dio possiamo trovare la forza di amare chi ci sta intorno come Dio ama noi.

Giovanni 17:25 “Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro”

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

Una bambina bionda che teneva tra le mani un gattino si avvicinò al vecchio.

– Ciao! – lo salutò.

– Ciao. – rispose lui sorridendole.

– Posso sedermi accanto a te?

Il vecchio allargò un braccio e indicò il prato libero: – Certo…

La bambina tirò la gonnellina e si sedette delicatamente, mentre con una mano stringeva il gattino al petto: – Che ci fai qui?

– Guardo… il mondo. – sorrise il vecchio.

– Hai scelto proprio un bel posto sai? E’ al centro di tutte le strade…

– Lo so, grazie. E tu? Che ci fai qui?

– Uhm in effetti credo che dovrei tornare a casa, tra non molto farà buio e mi staranno cercando… sono finita qui inseguendo Brighella. – la bimba mostrò orgogliosa il gatto al vecchio.

– Brighella… uno strano nome per un gatto.

– E’ vero, ma mi piace, l’ho sentito una volta a scuola.

– E perché inseguivi Brighella?

– Perché era scappato – il vecchio tacque e la bambina continuò – sai ero preoccupata per lui, gli voglio bene e avevo paura che si facesse male, ci sono molti pericoli per strada.

– Certo, è vero, ma se Brighella vuole scappare vedrai che prima o poi ci riuscirà, magari una volta che tu sarai distratta.

– No, io non mi distrarrò mai! Non voglio che succeda qualcosa a Brighella, gli voglio bene.

– Non ne dubito e si vede, ma forse hai pensato che dovresti lasciarlo libero anche di andarsene, se vuole andarsene?

– Allora non hai capito, se se ne va incontra i pericoli e lui non sa affrontare i pericoli e si fa male.

– Sì, sì ho capito… – il vecchio abbassò il capo sornione, poi riprese – ma così non imparerà mai ad affrontare i pericoli.

– Non gli servirà, ci sarò sempre io a proteggerlo.

– Speriamo…

– Tu non mi credi, vero? Perché sono piccola, ma io crescerò e poi sono già abbastanza grande, sai? E io a Brighella gli voglio bene davvero e non voglio che vada via, deve stare con me. Hai capito? – la bambina si era alzata in piedi e stava quasi urlando. Il vecchio la guardò negli occhi, poi guardò il gatto e fece un sorriso triste.

– Tu non capisci perché non vuoi bene a nessuno, te ne stai qui tutto solo tutto il giorno! – la bimba disse le ultime parole con una punta di ripicca, poi si girò sui piccoli tacchi e scappò via verso la direzione da cui era venuta, senza sentire la risposta del vecchio

– Io voglio bene a tutti coloro che incontrano il mio sguardo. Leggo nelle loro anime i loro dolori, i loro sogni, le loro gioie e le loro ombre. Vedo i loro cuori e li amo tutti, tutti indistintamente… è per questo che rimango qui e li lascio andare… perché li amo. – Poi smise di guardare la bambina che era scomparsa dietro una piccola collina e tornò a fissare il crocevia.

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Una Risposta to “Cos’è l’Amore?”

  1. Andrea Says:

    Allora è proprio come diceva una canzone: se ami qualcuno, lascialo libero… In questa ottica la gelosia e la possessività non sono vero amore, ma egoismo puro.

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