La Chiesa Cattolica insegna comandamenti diversi dagli originali?

By Davide Galati

A qualcuno questa domanda sembrerà strana, ma ho deciso di affrontarla perchél’ho sentita fare diverse volte e anche da persone parecchio arrabbiate, convinte che ci fosse una sostanziale differenza tra i comandamenti presenti nell’Antico Testamento e quelli insegnati dalla Chiesa Cattolica. Il Decalogo (che, letteralmente, significa “dieci parole”) lo troviamo nel libro dell’Esodo al capitolo 20 versetti 2-17 e nel libro del Deuteronomio al capitolo 5, versetti dal 6 al 21. E’ sufficiente aprire una qualunque Bibbia per verificare come i testi siano questi e siano uguali in tutte le versioni, sia quelle cattoliche che non cattoliche, oltretutto se si apre il Catechismo della Chiesa Cattolica a pag. 508 sono riportati i due brani e lo stesso si trova se si cerca in rete sul sito del Vaticano. Quindi è evidente come non c’è alcuna differenza tra il Decalogo ebraico e quello della Chiesa Cattolica, e basterebbe questo per esaurire la domanda, in realtà però chi pone questo tipo di questione si vuole riferire a un’altra cosa, solo che, come spesso accade quando si tratta di Chiesa Cattolica è impreciso (e non pensate che sia una cosa da nulla, perché voi provate a parlare con uno scienziato in maniera imprecisa o con un appassionato di fumetti o con uno sportivo… però sembra che con la religione sia permesso… forse perché conta di più sostenere una tesi che piace invece che la verità?). Il problema che ci si pone è che il primo comandamento vieta di creare alcuna immagine di ciò che è nel cielo, sulla terra, sotto terra o nelle acque e di prostrarsi di fronte a loro, mentre la Chiesa Cattolica permette da sempre l’uso di immagini sacre. Naturalmente basterebbe leggere il Catechismo a pag. 530 dal paragrafo 2129 al 2132 per vedere quali sono le motivazioni che hanno portato la Chiesa Cattolica a fare questa scelta, ma informarsi costa troppa fatica, è molto più semplice crearsi un pregiudizio e sostenerlo anche con delle falsità. Non voglio riportare qui i paragrafi che vi ho indicato, se vi interessa è abbastanza semplice andarli a leggere, mi limito a riassumerli e a fare qualche mia considerazione. Dio ha sempre permesso, anche nell’Antico Testamento, l’uso di immagini o figure che, in modo simbolico, conducessero a Lui, basti ricordare il serpente di bronzo alzato da Mosè sugli Israeliti, i due cherubini posti nel Santo dei Santi e quelli posti sulla stessa Arca dell’Alleanza. Prima di Cristo, Dio si era sempre manifestato in maniera assolutamente trascendente (ovvero completamente Altro dall’uomo), con Cristo Dio si è fatto uomo, ha preso cioè immagine (e non solo) umana, ha quindi introdotto un nuovo spirito nell’uso delle immagini stesse, perché prima Dio non lo potevamo neanche immaginare, ora Dio addirittura lo abbiamo visto, lo abbiamo crocifisso e mangiamo di Lui ogni giorno. La Chiesa Cattolica ha a lungo discusso sull’uso delle immagini e nel Concilio di Nicea (787) ne ha giustificato l’uso. C’è stata quindi un’interpretazione della Scrittura da parte della Chiesa, come è giusto che sia e come avviene sempre, solo che, chissà perché in altri casi nessuno dice nulla (ad esempio quando la Chiesa afferma che il racconto di Adamo ed Eva ha solo uno scopo educativo, non storico). Inoltre la venerazione e l’onore reso a un’immagine non sono resi all’immagine in quanto tale, ma a ciò che vi è rappresentato, come capita per qualunque immagine; qualunque sensazione vi trasmetta, non è la carta o il legno o il marmo, ma il ricordo, il pensiero di chi è raffigurato a toccarvi. Oltretutto le immagini sono un ausilio non da poco per noi esseri umani, un ausilio per concentrarci, per focalizzare i nostri pensieri e la nostra volontà, naturalmente, come per ogni cosa ci possono essere degli eccessi, da condannare, ma non per questo va condannato anche quello che eccesso non è. Gli ebrei mantengono il divieto delle immagini, perché naturalmente loro non riconoscono Gesù Cristo quale Dio incarnato e quindi per loro non c’è alcuna rielaborazione, nessuna interpretazione possibile di quel comandamento. A noi, che invece in Gesù crediamo, viene in aiuto Lui stesso quando ci dice che l’uomo non è fatto per il sabato (la legge), ma il sabato (la legge) per l’uomo.

farisepublicanotMatteo 12:2 I farisei, veduto ciò, gli dissero: «Vedi! i tuoi discepoli fanno quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando ebbe fame, egli insieme a coloro che erano con lui? Come egli entrò nella casa di Dio e come mangiarono i pani di presentazione che non era lecito mangiare né a lui, né a quelli che erano con lui, ma solamente ai sacerdoti? O non avete letto nella legge che ogni sabato i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne sono colpevoli? Ora io vi dico che c’è qui qualcosa di più grande del tempio. Se sapeste che cosa significa: “Voglio misericordia e non sacrificio”, non avreste condannato gli innocenti; perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato»

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

- No, mi dispiace, non lo farò mai! – i due uomini parlavano a voce così alta mentre si avvicinavano al crocevia che il vecchio non poteva fare a meno di sentirli.

- Sei solo un testardo, ti sei fissato con questa cosa e ora non vuoi cambiare idea.

- Non è vero, è che è proprio sbagliata, nella Bibbia c’è scritto in maniera molto chiara di non avere alcuna immagine. Tu, invece, ti prostri di fronte a un’immagine, è una cosa terribile!

- Sai che non è così, è vero che i comandamenti dicono quello che sostieni tu e questo la Chiesa non lo nega, ma ne dà un’interpretazione diversa da quella letterale che vorresti dargli tu. Con Gesù Cristo, Dio ci ha mostrato il suo volto, ha preso immagine e forma e corpo umano e anche come la Legge vada interpretata perché fatta per l’uomo e non viceversa.

- Sì sì, ma guarda caso gli ebrei continuano a non avere immagini! – replicò l’altro, mentre intanto i due erano vicinissimi al vecchio che non riuscì a trattenersi e intervenne: – Certo, ma gli ebrei non riconoscono Gesù Cristo. – i due si fermarono guardando il vecchio in silenzio con un’aria interrogativa e lui continuò – Mi dispiace, ma parlavate con un tono così alto che non ho potuto fare a meno di ascoltarvi, così mi sono permesso di dire la mia.

- Non si preoccupi, ha ragione forse l’abbiamo disturbata con la nostra discussione, purtroppo è una cosa che si ripete quasi ogni volta che ci troviamo insieme.- intervenne quello contrario all’uso delle immagini.

- No, non mi avete disturbato, anzi ho trovato l’argomento molto interessante, se non sbaglio parlavate dell’uso delle immagini nella Chiesa Cattolica, vero?

- Sì, esatto. Io penso che così facendo la Chiesa tradisca un comandamento molto importante, mio fratello, invece, pensa che l’interpretazione della Chiesa sia corretta.

- E lei che ne pensa? – chiese a bruciapelo l’altro fratello. Il vecchio sospirò, guardò verso il cielo e poi disse: – Per quello che ricordo, all’interno della Chiesa si discusse a lungo di questo argomento, ma alla fine si decise di accettare le immagini e alcuni dei motivi mi sembra fossero quelli da voi indicati, ma al di là di questo mi stavo chiedendo se uno di voi due è sposato?

- Io – rispose il fratello testardo, mostrando l’anulare con la fede – perché?

- Perché mi piacerebbe vedere una foto di tua moglie. – sorrise il vecchio.

- Ma certo, un attimo… – e così dicendo prese il cellulare e poco dopo mostrò al vecchio la foto di una bella donna che teneva in braccio una dolce bambina di tre o quattro anni. – Ecco mia moglie e mia figlia: Elisabetta e Stefania!

- Sono bellissime, complimenti! Ma quando le guardi cosa provi?

L’uomo rimase un po’ interdetto, poi rispose: – Gioia, pace, serenità… felicità non credo che saprei descriverlo meglio, mi spiace.

- Eppure quella è solo un’immagine su un telefono, un insieme di punti elettronici, sono loro a darti gioia, pace, serenità… felicità?

- Ovviamente no, loro sono solo un mezzo che mi rimanda a mia moglie e mia figlia e a ciò che lor mi trasmettono e rappresentano per me e… – l’uomo tacque sorridendo, anche il fratello sorrideva, poi il primo aggiunse: – Forse ho capito, non l’avevo mai pensata in questi termini, grazie! –

Il vecchio sorrise in risposta, guardò i due fratelli mentre si allontanavano, poi tornò a guardare il crocevia.

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